Tasse e Rolling Stones


Il Journal of Political Economy, una delle principali riviste scientifiche di Economia, usa la quarta di copertina per citazioni che trattano di economia. Nel numero di Febbraio 2011 viene riportato un estratto dal libro Life, di Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, che mostra un altro effetto disincentivante di tasse troppo alte. Il musicista racconta (qui un estratto di Google Books con il paragrafo intero) di come, agli inizi degli anni settanta, ciò che rimaneva dopo aver pagato le tasse fosse così poco che decisero di trasferirsi in Francia:

“[...] what would we do? Sit in England and they’d give us a penny out of every pound we earned? We had no desire to be closed down. And so we upped and went to France.”

Altri interventi sull’argomento sul blog di Greg Mankiw e  su Freakonomics. Tempo fa avevamo riportato un altro esempio di tasse che fanno a pugni con gli incentivi.

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Interventi sulla disoccupazione giovanile


Sul tema della disoccupazione giovanile intervengono Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere di oggi. Tra i dati principali, i tassi di partecipazione giovanile alla forza lavoro e l’Italia in prospettiva internazionale, due argomenti su cui stiamo per tornare nella nostra serie sulla disoccupazione giovanile. Tra le proposte, protezione crescente dei lavoratori con l’età e riduzione delle aliquote fiscali sui redditi dei giovani.

 

Un effetto dei sussidi di disoccupazione


Abbiamo di recente commentato a proposito di alcuni effetti delle politiche volte al mantenimento dell’occupazione durante una recessione. Qui segnalo un intervento di Casey Mulligan, professore di Economia alla University of Chicago, che spiega come i sussidi di disoccupazione abbiano, tra gli altri, l’effetto di rendere più difficile il riassorbimento della disoccupazione.

Il motivo, in sintesi, è che il sussidio di disoccupazione ricompensa le persone per non lavorare nelle prime 40 (ad esempio) settimane di disoccupazione. (more…)

Paghe uguali da morire


Cosa succede quando la paga di un lavoro è per legge uguale ovunque, ma le condizioni territoriali del mercato del lavoro non lo sono?  Un recente articolo di Carol Propper e John Van Reenen pubblicato sul Journal of Political Economy (qui la versione working paper, un po’ diversa) ne mostra un esempio particolarmente crudo. (more…)

Criminali di statura


Chi ha peggiori prospettive nel mercato del lavoro ha maggiori incentivi a compiere attività illegali (tutto comincia dal premio Nobel Gary Becker con “Crime and Punishment” nel 1968). Inoltre, l’altezza sembra essere positivamente associata al successo nel mercato del lavoro (l’abbiamo discusso qui). Bodenhorn, Moehling e Price (2010) ne traggono le conseguenze e mostrano l’associazione inversa tra statura e propensione al crimine.

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Lavori di statura


Pare che le persone più alte tendano ad avere in media piu’ successo sul lavoro.  Già Gowin (in un libro del 1915 disponibile qui) documentava come i manager delle vendite fossero più alti degli addetti alle vendite ed i vescovi fossero più alti dei sacerdoti in piccole città.

Uno delle distinzioni più importanti in economia è quella tra correlazione e causalità: se due variabili si muovono insieme (sono correlate) non è detto che una delle due stia causando l’altra: potrebbe esserci un terzo fattore che le sta causando entrambe o potrebbe essere una semplice coincidenza. La ricerca su questo tema dibatte su quali siano questi fattori.

La ricerca sulle cause di questa correlazione è sterminata e ce n’è per tutti i gusti, a partire da autostima fino a discriminazione; qui segnaliamo due studi. Persico, Postlewaite e Silverman (2004) discutono il fatto che adolescenti più alti tendono a partecipare di più in attività sociali che incrementano il capitale umano (e quindi i risultati sul mercato del lavoro). Case e Paxson (2008), sostengono che altezza e abilità cognitive sono correlate e questa correlazione genera l’associazione tra altezza e successo sul mercato del lavoro.

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Quanti anni hanno le modelle più pagate? Secondo la rivista Forbes non sono le giovanissime a incamerare i compensi più alti ma le top models trentenni (il Corriere riporta la stessa notizia). Le “non più ragazzine”, secondo la definizione del Corriere, guadagnano dai 3 ai 25 milioni di dollari l’anno. (more…)

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I biglietti sono pochi


Come allochiamo risorse scarse? Un esempio di cosa succede, i biglietti per la finale dell’Inter, e un metodo alternativo, i tavoli al ristorante (qui in italiano).

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Domande e risposte in economia


Il Prof. Michele Boldrin della Washington University a St. Louis (Missouri) discute di vari argomenti di economia e risponde alle domande che gli sono fatte live in chat.

Watch live streaming video from oilproject at livestream.com
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Questa notizia, altrimenti di secondo piano, offre tre brevi spunti di riflessione economica. Studenti, disoccupati e squattrinati hanno creato organizzazioni di mutuo soccorso per poter prendere “gratis” i mezzi pubblici; le mutue volontarie pagheranno infatti le eventuali multe.  (more…)

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Paralleli sullo stesso parallelo


Il New York Times parla oggi dell’evasione fiscale in Grecia. E riporta uno studio dove stima nel 24% del PIL la dimensione dell’economia sommersa ellenica (pagina 8 ) nel 2008. L’Italia – la seconda in questa classifica – è al 21%. I numeri sembrano un po’ sovrastimati: questo comunicato Istat riporta stime per l’Italia tra il 15 e il 17% del PIL nel 2006, mentre lo studio ci dà al 23% per lo stesso anno.

Interessante l’aneddoto: “If they go to the mechanic, it is one price without a receipt and quite a bit more with it”.

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Tasse e pugilato


Come fanno le tasse a disincentivare l’attività economica?

Negli anni ’50, l’aliquota marginale negli Stati Uniti era al 90%: chi era nello scaglione più alto teneva solo il 10% di quello che guadagnava. Questo valeva anche per i pugili, che infatti non mettevano in palio il titolo più di una volta all’anno, per così poco.

Qui la storia.

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