La disoccupazione tra i giovani è vecchia

On May 9, 2011, in Pensiamo noi, by Andrea Asoni & Ferdinando Monte


Il tema della disoccupazione giovanile nel nostro Paese è stato riportato all’attenzione dei media da un recente comunicato dell’ISTAT. Secondo l’Istituto nazionale di statistica quasi un terzo (il 28,6%) dei giovani tra i 15 e i 24 anni è in cerca di lavoro. Per capire meglio il fenomeno della disoccupazione giovanile, le sue cause e i suoi effetti, è importante analizzarlo in prospettiva storica e internazionale. A tal fine siamo andati a studiare i dati dell’OCSE sull’occupazione e la disoccupazione per varie fasce d’età. In questo articolo, il primo di una serie, guardiamo alla disoccupazione giovanile in Italia in prospettiva storica. Nei prossimi articoli guarderemo alle cause della disoccupazione giovanile, compareremo l’Italia ai suoi partners internazionali e presenteremo brevi riflessioni di politica economica.

Il primo grafico mostra il tasso di disoccupazione per diverse fasce d’età (*). Ci sono alcuni elementi che vorremmo sottolineare. Anzitutto si nota che il tasso di disoccupazione scende al salire dell’età. Nel 2009, i disoccupati rappresentano circa il 40% dei giovani tra i 15 e i 19 anni, mentre il tasso di disoccupazione tra gli over-30 è solo del 6%.

In secondo luogo, dal grafico emerge chiaramente che l’alta disoccupazione giovanile non è un fenomeno recente. Già negli anni ’80 aveva raggiunto livelli paragonabili a quelli attuali, per poi iniziare a ridursi dalla metà degli anni ’90. Questo trend positivo è stato interrotto nel 2008 dalla crisi economica che ha colpito l’Italia e il resto dei paesi sviluppati.

La seconda figura illustra più chiaramente un elemento già visibile nel primo grafico. Le barre rappresentano la differenza in punti percentuali tra il tasso di disoccupazione giovanile e quello degli over-30 nel 1970 e nel 2009. Vorremmo attirare l’attenzione del lettore sul fatto che la differenza tra la barra del 1970 e del 2009 è maggiore per i teenagers, seguiti poi dai giovani tra i 20 e i 24 anni, e da ultimo dai ragazzi tra i 25 e i 29 anni di età. Quaranta anni fa, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 25 e i 29 anni era di due punti percentuali e mezzo più alto di quello degli over-30; oggi tale differenza è salita a sette punti percentuali e mezzo. Se guardiamo ai teenagers (da 15 a 19 anni), la differenza con gli over-30 passa addirittura da 11 a 34 punti percentuali.

In altre parole, non solo il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato nel corso degli anni rispetto a quello degli over-30 ma è aumentato di più per le categorie più giovani. La disoccupazione oggi in Italia sembra essere un problema che affligge soprattutto i giovani.

In sintesi, possiamo concludere che un’alta disoccupazione giovanile (rispetto a fasce d’età più adulte) non è nuova in prospettiva storica; tuttavia, la differenza con cui la disoccupazione incide sui giovani rispetto agli altri è molto più marcata. Infine, il recente aumento della disoccupazione giovanile ha interrotto una diminuzione in corso da almeno dieci anni. Nel prossimo articolo guarderemo con più attenzione alle componenti della disoccupazione.

 

(*) L’Istat ha modificato nel 1993 alcune definizioni e rinnovato il questionario. Nel 2004 ha cambiato parte della metodologia. Questo limita in parte la comparabilità delle misure pre- e post-1993 e 2004. Vi invitiamo a prendere le comparazioni intertemporali tra i diversi tassi con un grano di scetticismo.

 

3 Responses to “La disoccupazione tra i giovani è vecchia”

  1. […] un precedente articolo http://www.ideemarginali.org/2011/05/09/la-disoccupazione-tra-i-giovani-e-vecchia/ abbiamo mostrato che la disoccupazione in Italia colpisce soprattutto i giovani. L’alta […]

  2. Vishvanath says:

    Znaleziono tej stronie mf3wi, że sok z cntyryy będzie pozbyć się tego zapachu garlicy mf3wi mix roztworem wody i soku z cntyryy nie wiem jak praktyczne, ktf3re będą do chłodnicy chociaż .. może zająć trochę soku z cntyryy lol

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