Quanto è importante la Libia?

On March 21, 2011, in Pensiamo noi, by Ferdinando Monte


I recenti avvenimenti in Libia sollevano molte domande sui rapporti tra i nostri due paesi. In questo post cerchiamo di dare risposta a tre semplici domande sull’importanza dei rapporti commerciali italo-libici, avvalendoci di dati scaricabili da Comtrade, una banca dati dell’ONU. Siccome non siamo esperti di politica internazionale, ci asteniamo dal dare giudizi su cosa queste risposte implichino per la posizione italiana. Cominciamo con la domanda più semplice.

Quanto è importante la Libia come partner commerciale?

Un modo semplice per capire quanto un paese è importante per l’Italia come partner commerciale è quello di guardare alla sua quota nelle nostre importazioni ed esportazioni.

Nel 2009, la Libia è al trentesimo posto tra le destinazioni più popolari per l’export. Solo l’1% del valore delle nostre esportazioni è diretto in Libia; i partner più importanti sono Germania (12.6%), Francia (11.5%) e USA (5.9%). Per dare un’idea, esportiamo tanto in Libia quanto in Australia e tre volte meno che in Cina. La quota libica è sempre stata abbastanza piccola negli ultimi cinquant’anni.

Sempre nel 2009, quasi il 3.5% delle importazioni italiane è arrivato dalla Libia. Questo ne fa il settimo paese di origine per importanza; in cima alla lista ci sono Germania, Francia e Cina (con il 16.8%, l’8.8% e il 6.5%, rispettivamente). Il primo grafico mostra l’importanza di questi paesi nell’ultimo mezzo secolo, dal 1962 al 2009.

Visto che le esportazioni non sono molto rilevanti in aggregato, ci soffermiamo un po’ di più sulle importazioni.

Cosa compriamo dalla Libia?

Niente sorprese: petrolio e solo quello. Dal 1962, primo anno per cui abbiamo trovato i dati, le importazioni di petrolio e prodotti derivati rappresentano la quasi totalità delle importazioni dalla Libia. Non riportiamo un grafico perché non sarebbe informativo: la linea balla intorno al 95% fino al 2008. Nel 2009, le importazioni di gas naturale diventano improvvisamente il 25% delle importazioni totali, con una corrispondente riduzione nella quota di importazioni di petrolio.

Il fatto che dalla Libia importiamo solo petrolio non ci espone necessariamente a problemi: bisogna ancora vedere quanto è importante la Libia nei nostri approvigionamenti. L’ultima domanda che poniamo risponde a questo.

Quanto è importante il petrolio libico?

Non poco. Per dare questa risposta abbiamo guardato a quanto l’Italia ha speso per importare petrolio libico, rispetto a quanto ha speso per importare petrolio in generale: se l’Italia si approviggionasse solo dalla Libia, questo rapporto sarebbe al 100%. Nel 2009, la parte maggiore del valore delle nostre importazioni di petrolio e derivati (26%) è andata alla Libia; seguono Russia (18%) e Azerbaijan (11%). Il secondo grafico mostra come la Libia sia stata sempre relativamente importante, ma non sempre la nostra prima fonte: negli anni ‘60, il Kuwait era nostro il principale fornitore; a cavallo tra gli anni 70 e 80, il primato spettava all’Arabia Saudita. La Libia è il nostro primo venditore di petrolio ininterrottamente dal 1984.

Se compariamo l’Italia agli altri paesi europei, emergiamo di gran lunga come i meno indipendenti. Nell’ultimo grafico riportiamo la quota di importazioni di petrolio dalla Libia per alcuni particolari paesi. Per evitare che fattori accidentali di un solo anno “sporchino” questa classifica, abbiamo considerato una media degli ultimi 3 anni. Come si vede, l’Italia ha in media mandato il 28% delle sua spesa per importazioni di petrolio e derivati in Libia. Il secondo paese europeo più esposto è la Svizzera (18% in media) e il terzo la Grecia (11%). La Francia ed il Regno Unito, due paesi molto esposti nei recenti interventi militari, hanno speso in media il 5% e il 3%; gli USA, meno dell1%.

 

3 Responses to “Quanto è importante la Libia?”

  1. Andesi says:

    Le G.D.O. se ne sbattono delle nosrte produzioni.Esiste un progetto di Legge presso la ns. Assemblea Regionale ove e8 scritto l’obbligo delle Grandi Catene della Distribuzione a trattare e vendere,per il 20 – 30 %, qualsiasi produzione agricola nel nostro territorio Siciliano.Purtroppo il ns. Sultano o Califfo on.le Lombardo e8 preso con ” l’affaire ” Russo (censura) e rinuncia di una circolare (Leontini) sulla Sanite0.E la nostra produzione agricola mestamente langue !

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