Quo vadis Marchionne? L’economia oltre il 19˚ secolo


Abbiamo di recente letto un articolo di Giorgio Bocca (in seguito GB per brevità) sulla vicenda Fiat che sta tenendo banco in questi giorni (per un interessante dibattito sul tema vi rimandiamo qui). Noi vorremmo proporre alcune riflessioni su questo editoriale che ci sembra una riproposizione tenace di concetti che erano dannosi e sbagliati centocinquanta anni fa e sono semplicemente inutili oggi.

In estrema sintesi ci pare di capire che secondo GB i proprietari di una impresa non hanno essenzialmente diritto di andare a produrre dove vogliono ma dipendono in questa decisione da volontà altrui. Bocca non ci dice precisamente di chi ma possiamo immaginarlo. (more…)

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Comunicazione di disservizio

Ci siamo assentati per diverse settimane a causa di impegni importanti che non si sono ancora conclusi. Vorremmo scusarci con i nostri lettori, ripromettendoci di essere più presenti in futuro. Ritorniamo questo pomeriggio con un articolo a commento di un recente intervento di Giorgio Bocca sulla vicenda FIAT.

 

Un effetto dei sussidi di disoccupazione


Abbiamo di recente commentato a proposito di alcuni effetti delle politiche volte al mantenimento dell’occupazione durante una recessione. Qui segnalo un intervento di Casey Mulligan, professore di Economia alla University of Chicago, che spiega come i sussidi di disoccupazione abbiano, tra gli altri, l’effetto di rendere più difficile il riassorbimento della disoccupazione.

Il motivo, in sintesi, è che il sussidio di disoccupazione ricompensa le persone per non lavorare nelle prime 40 (ad esempio) settimane di disoccupazione. (more…)

Quanto costa un gelato?


Il gelato è una dolce tradizione italiana alla quale è difficile rinunciare. Una tradizione che ha prezzi diversi a seconda della città in cui ci si trova. Secondo un articolo del Corriere i milanesi in particolare sembrano pagare più degli altri italiani per questa prelibatezza. L’articolo inoltre suggerisce, attraverso diverse dichiarazioni raccolte tra gelatieri di tutta Italia, l’esistenza di un prezzo “corretto” del gelato fondamentalmente determinato dal costo di produzione, uniforme in tutta Italia. (more…)

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Che Provincia taglio?


Il tema del giorno è l’abolizione delle Province; la sorpresa del giorno è che a seguito dei criteri ipotizzati (sarebbero eliminate le Province con meno di 220 mila abitanti che non siano in Regioni a Statuto Speciale o confinanti con uno stato estero) ne sarebbero eliminate solo 9. Quale criterio stringe di più? Decidetelo voi. Io in  questo post compio un piccolo esercizio con poche pretese. (more…)

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In un recente intervento sulle  pagine Generazione Italia Fabio Vitale, Direttore regionale INPS per la Toscana, offre una panoramica degli interventi dell’Italia e degli altri stati europei a sostegno dell’occupazione durante la recente crisi economica. In sintesi la direzione è stata duplice. Da un lato, si è cercato di tutelare i rapporti di lavoro esistenti attraverso la Cassa Integrazione Guadagni e sgravi fiscali alle imprese che non licenziano. Dall’altro, si sono rafforzate attività di training e si sono estesi i sussidi di disoccupazione.

Prendo spunto da questo intervento per soffermarmi su alcune delle implicazioni di queste politiche, tralasciando gli ovvi aspetti sociali in parte discussi anche da Fabio Vitale. (more…)

Paghe uguali da morire


Cosa succede quando la paga di un lavoro è per legge uguale ovunque, ma le condizioni territoriali del mercato del lavoro non lo sono?  Un recente articolo di Carol Propper e John Van Reenen pubblicato sul Journal of Political Economy (qui la versione working paper, un po’ diversa) ne mostra un esempio particolarmente crudo. (more…)

Criminali di statura


Chi ha peggiori prospettive nel mercato del lavoro ha maggiori incentivi a compiere attività illegali (tutto comincia dal premio Nobel Gary Becker con “Crime and Punishment” nel 1968). Inoltre, l’altezza sembra essere positivamente associata al successo nel mercato del lavoro (l’abbiamo discusso qui). Bodenhorn, Moehling e Price (2010) ne traggono le conseguenze e mostrano l’associazione inversa tra statura e propensione al crimine.

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Lavori di statura


Pare che le persone più alte tendano ad avere in media piu’ successo sul lavoro.  Già Gowin (in un libro del 1915 disponibile qui) documentava come i manager delle vendite fossero più alti degli addetti alle vendite ed i vescovi fossero più alti dei sacerdoti in piccole città.

Uno delle distinzioni più importanti in economia è quella tra correlazione e causalità: se due variabili si muovono insieme (sono correlate) non è detto che una delle due stia causando l’altra: potrebbe esserci un terzo fattore che le sta causando entrambe o potrebbe essere una semplice coincidenza. La ricerca su questo tema dibatte su quali siano questi fattori.

La ricerca sulle cause di questa correlazione è sterminata e ce n’è per tutti i gusti, a partire da autostima fino a discriminazione; qui segnaliamo due studi. Persico, Postlewaite e Silverman (2004) discutono il fatto che adolescenti più alti tendono a partecipare di più in attività sociali che incrementano il capitale umano (e quindi i risultati sul mercato del lavoro). Case e Paxson (2008), sostengono che altezza e abilità cognitive sono correlate e questa correlazione genera l’associazione tra altezza e successo sul mercato del lavoro.

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Quanti anni hanno le modelle più pagate? Secondo la rivista Forbes non sono le giovanissime a incamerare i compensi più alti ma le top models trentenni (il Corriere riporta la stessa notizia). Le “non più ragazzine”, secondo la definizione del Corriere, guadagnano dai 3 ai 25 milioni di dollari l’anno. (more…)

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I biglietti sono pochi


Come allochiamo risorse scarse? Un esempio di cosa succede, i biglietti per la finale dell’Inter, e un metodo alternativo, i tavoli al ristorante (qui in italiano).

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L’istruzione scientifica declina in Italia


Pubblicato su Generazione Italia

In un precedente articolo ci siamo occupati della quantità di capitale umano in Italia, ovvero del numero di laureati rispetto al totale della popolazione giovanile. In questo articolo guarderemo invece ad una delle dimensioni della qualità del capitale umano: la distribuzione dei laureati in diverse materie (secondo la classificazione dell’OCSE).

Il grafico 1 mostra la percentuale di laureati in diverse discipline sul totale dei laureati in Italia nel 2007. La parte del leone la fanno i laureati in Scienze Sociali (Economia, Sociologia, Storia etc) ed Economia Aziendale. Poi vengono Medicina, Ingegneria, Lettere, Scienze dell’Educazione e tutte le altre. In particolare notiamo come solo il 7% dei laureati italiani abbia un titolo in una materia scientifica (ad esempio Fisica, Matematica, Informatica, Biologia). (more…)

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Domande e risposte in economia


Il Prof. Michele Boldrin della Washington University a St. Louis (Missouri) discute di vari argomenti di economia e risponde alle domande che gli sono fatte live in chat.

Watch live streaming video from oilproject at livestream.com
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Il lavoro ai tempi della crisi


Un aspetto poco discusso della crisi è il suo impatto sull’occupazione. In questo articolo presentiamo alcuni dati che mettono in relazione l’andamento del Prodotto Interno Lordo e il numero degli occupati nei paesi OCSE tra il luglio 2008 e il dicembre 2009. Rispetto ai suoi partner internazionali l’Italia ha avuto una forte caduta del PIL accompagnata da una contenuta riduzione della forza lavoro occupata. La regolamentazione del mercato del lavoro sembra aver attutito l’impatto della crisi sull’occupazione. Discutiamo in ordine questi due punti.

Il grafico 1 mostra la relazione tra la variazione del PIL e la variazione dell’occupazione (tassi annuali). Intuitivamente ad una più profonda recessione corrisponde in media una riduzione più accentuata della forza lavoro occupata: la retta di regressione (in rosso) rappresenta questa relazione media. Il grafico mostra di fatto una relazione tra fattori di produzione, ovvero input,  e prodotto, ovvero ouput: il lavoro è uno dei principali input usati nella produzione del reddito nazionale. (more…)


In alcuni casi possono alzare il livello di occupazione aumentando il tasso di ritenzione del posto di lavoro.

“The Effect of Sample Selection and Initial Conditions in Duration Models: Evidence from Experimental Data on Training”, di John C. Ham e Robert J. LaLonde; Econometrica, Vol.64, n. 1, Gennaio 1996.

Nel paper che presentiamo John Ham e Robert LaLonde analizzano l’effetto di un programma di istruzione, qualificazione e ri-qualificazione professionale amministrato negli Stati Uniti: il National Supported Work Demonstration. Tale programma fornisce esperienza di lavoro ad un campione selezionato a caso di donne. L’obbiettivo dello studio è misurare l’impatto di tale esperienza sulla capacità di trovare lavoro (flussi in entrata nell’occupazione) e di mantenere tali posti di lavoro (flussi in uscita dall’occupazione). Studiare questi flussi separatamente aiuta a capire come questi programmi di ri-qualificazione funzionino e fornisce informazioni che possono essere usate nella formulazione di simili programmi pubblici. (more…)

In Italia venti anni di istruzione perduta


Pubblicato su Generazione Italia

Tra le ragioni che spiegano il benessere economico di cui beneficiamo vi è l’accumulazione di capitale umano, ovvero di conoscenza teorica e pratica, da parte di ognuno di noi. Parte di questa conoscenza deriva da quello che impariamo sul posto di lavoro; il resto ci viene dall’istruzione formale ricevuta a scuola. Con questo articolo iniziamo una serie di interventi volti ad analizzare la situazione italiana; in particolare ci concentreremo sull’istruzione universitaria.

Il grafico (clicca per ingrandire) mostra il livello di istruzione universitaria in diverse coorti della nostra popolazione rispetto ad alcuni altri paesi dell’OCSE: i markers di diverso colore indicano la frazione di popolazione tra 25 e 34 anni con un titolo di studio universitario. Ad ogni colore corrisponde un diverso anno. Per esempio nel 2006 in Italia quasi il 20% dei giovani tra 25 e 34 anni ha una laurea. Il paese che fa meglio nel 2006 è il Canada dove la percentuale di laureati arriva quasi al 60%. (more…)

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La crisi greca in 330 parole.


Il grafico qui accanto (clicca per ingrandire) mostra il recente andamento del deficit greco (in percentuale al PIL, dati FMI): per molti anni, i governi che si sono succeduti in Grecia hanno speso molto più di quello che potevano permettersi. I deficit si sono tramutati ogni anno in nuovo debito.

Come capita per le imprese e per i privati cittadini, nel momento in cui la capacità del governo greco di ripagare i suoi debiti si è mostrata più bassa, i potenziali creditori hanno iniziato a domandare “premi al rischio”, ovvero tassi di interesse più alti rispetto a quelli su titoli sicuri (per esempio il debito pubblico del Governo tedesco; il Wall Street Journal offre dei grafici interattivi dal 2007 ad oggi per alcuni paesi, compresa l’Italia). (more…)

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Questa notizia, altrimenti di secondo piano, offre tre brevi spunti di riflessione economica. Studenti, disoccupati e squattrinati hanno creato organizzazioni di mutuo soccorso per poter prendere “gratis” i mezzi pubblici; le mutue volontarie pagheranno infatti le eventuali multe.  (more…)

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Paralleli sullo stesso parallelo


Il New York Times parla oggi dell’evasione fiscale in Grecia. E riporta uno studio dove stima nel 24% del PIL la dimensione dell’economia sommersa ellenica (pagina 8 ) nel 2008. L’Italia – la seconda in questa classifica – è al 21%. I numeri sembrano un po’ sovrastimati: questo comunicato Istat riporta stime per l’Italia tra il 15 e il 17% del PIL nel 2006, mentre lo studio ci dà al 23% per lo stesso anno.

Interessante l’aneddoto: “If they go to the mechanic, it is one price without a receipt and quite a bit more with it”.

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Tasse e pugilato


Come fanno le tasse a disincentivare l’attività economica?

Negli anni ‘50, l’aliquota marginale negli Stati Uniti era al 90%: chi era nello scaglione più alto teneva solo il 10% di quello che guadagnava. Questo valeva anche per i pugili, che infatti non mettevano in palio il titolo più di una volta all’anno, per così poco.

Qui la storia.

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